(Editoriale – Luglio/agosto 1998)
Lo “strillo” principale della copertina di questo numero è legato ad un argomento che, di certo, coinvolge un numero molto ampio di utenti e, soprattutto, che può essere preso come un buon indice dell’evoluzione delle prestazioni dei prodotti informatici e della vitalità del mercato.

Basta andare di poco indietro nel tempo per uscire totalmente dalla realtà attuale: diciamo cinque anni fa, di stampare a colori se ne cominciava appena a parlare. Le stampanti dell’epoca ci meravigliavano ma, a ben vedere, non ci consegnavano stampe di particolare qualità, almeno per quanto riguarda le immagini; costavano cifre che consideravamo basse ma in assoluto molto più elevate dei modelli odierni, che offrono caratteristiche ben superiori. Per che cosa usavamo i computer, cinque anni fa? Per molte applicazioni, di certo, ma quanti di noi ne facevano un significativo impiego nel campo della gestione e del trattamento delle immagini, a livello amatoriale o professionale? Vi rispondo io: pochi. Perché all’epoca (strano dire “all’epoca” riferendoci solo a cinque anni fa…) le prestazioni dei computer non invogliavano a questo tipo di impiego. Facevano, sì, venire l’acquolina in bocca perché se ne cominciava ad intravedere la possibilità, ma si era poi costretti a fermarsi di fronte a problemi pratici tutt’altro che trascurabili: bisognava avere un “buon” processore (eravamo se non erro al passaggio fra 386 e 486), espandere molto la memoria, acquisire le immagini non era semplice e soprattutto non era economico, stampare gli elaborati aveva limiti significativi (si era sensibilmente al di sotto della qualità fotografica), archiviare le immagini era oneroso (non disponevamo di unità capaci ed economiche, né erano così accessibili i CD-writer).
Ora, un computer “normale” ha un processore super (perché oggi esistono solo quelli), ha una quantità enorme di RAM (se no Windows e i programmi non girano come si deve), ha un disco rigido di dimensioni gigantesche (perché quelli di dimensioni umane non si trovano e costano praticamente come gli altri), probabilmente ha un drive rimovibile da 100 megabyte (perché tanto costa poco, e poi che ci fai con un mega e quattro), non di rado uno scrittore di CD (perché ormai costano poco sia l’unità sia i supporti, tanto vale usare i CD per archiviazione e back-up); infine, lo scanner è un completamento che molti ritengono utile (costa poco e, non si sa mai, può servire…).
A questo punto, lavorare (o giocare) con le immagini non è più una possibilità riservata ai possessori di sistemi particolarmente evoluti e costosi, ma è alla portata dell’utente medio, addirittura del principiante che acquista il suo primo computer, specie se lo fa per giocare: paradossale, ma vero. E trattare le immagini (e soprattutto le proprie immagini) sul proprio computer è interessante, utile, stimolante. E’ certamente una delle migliori ragioni per avere un computer in casa.
Ah già, non ho messo la stampante nell’elenco… a cosa serve un computer senza stampante e, soprattutto, a chi? Davvero a pochi. E le stampanti… lo hanno capito benissimo: così, si offrono come accattivanti e promettenti. Prestazioni da favola, prezzi risibili (a patto, ma è il rovescio della medaglia, di non tener conto del costo delle cartucce di inchiostro). Fra cinque anni avremo stampanti migliori: quanto migliori, non lo sappiamo. Ecco perché il mercato è così euforico, così in continuo mutamento (ed evoluzione, naturalmente). Non ci si può lasciar prendere dalla voglia di aspettare il prossimo modello, non ha senso se non si vuole aspettare in eterno: tanto, dopo ogni modello ne esce un altro, e sarà migliore e costerà di meno (forse in assoluto, di sicuro in rapporto alle prestazioni).
Ma sappiamo benissimo che acquistare in queste condizioni è difficile: cioè, in realtà sarebbe facile, perché di “belle stampanti” ce ne sono tante, e le loro prestazioni sono in linea di massima confrontabili come i loro prezzi. Ma si sa che in questi casi si cerca di scegliere non solo o non tanto il meglio in assoluto, ma il meglio in relazione ai propri gusti e alle proprie esigenze. E per fare questo bisognerebbe provarne tante e poi decidere. Lo abbiamo fatto per voi e… ciascuno di noi ha individuato la stampante meglio rispondente ai propri desideri: vi auguriamo di fare altrettanto.
1 Luglio 1998
Marco Marinacci
